Il cantante, il fenomeno rock ’n’ roll, il mito di Graceland, la rockstar idolatrata, Elvis Presley è tutto questo. Ma che cosa resta del genio messo a confronto con la sua musa? Elvis Presley continua a essere l’icona o rimane solo un uomo eretto a supereroe accanto a Priscilla Beaulieu?
La storia tra i due è alquanto turbolenta e complicata. Il loro primo incontro avviene quando Priscilla ha solo tredici anni (lui 24) e lei è ancora una studentessa liceale (e sempre minorenne) quando lascia la Germania (Ovest, dove vive per il lavoro del padre, un colonnello statunitense) per andare a vivere nella cosiddetta “prigione dorata” che è Graceland, l’impero fondato da Elvis, nonché la sua dimora a Memphis. Purtroppo qui Priscilla diviene solo un arredo della casa, scelto su misura da Presley che ne ricostruisce le fattezze estetiche, dal maquillage al modo di vestire al colore dei capelli: Priscilla è solo una bambola, un gioco. La sua vita è consumata e paralizzata dal dio del rock. Ma Elvis è davvero l’anti-eroe seducente e tossico? Non totalmente perlomeno. Sicuramente smette di esserlo quando la sua presenza nella vita della moglie (e infine ex moglie) passa ad essere sfumata, di contorno, trattenuta.
Nel 2022 l’attore hollywoodiano Austin Butler ha dato il volto a Elvis nell’omonimo film musical, mentre solo un anno dopo la regista Sofia Coppola ha diretto l’anti-biopic “Priscilla”, interpretata dall’esordiente e promettente come Cailee Spaeny. In quest’ultimo adattamento (delle memorie della vera Priscilla Presley) Elvis, dopo il divorzio, esprime la sua paura di aver perso la moglie per un altro uomo, ma Priscilla ribatte di averla persa per una vita tutta sua.
Sofia Fasano